Dio salvi la Repubblica e … il calcio italiano!

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Dio salvi la Repubblica e … il calcio italiano!

Era la primavera del 1990. Il Milan vinceva la Coppa Campioni contro il Benfica con un gol di Rijkaard. La Sampdoria trionfava in Coppa delle Coppe contro l’Anderlecht, con una doppietta di Vialli dopo i tempi supplementari. In Coppa UEFA l’Italia portava in finale ben due squadre, la Juventus e la Fiorentina e i bianconeri, in quell’occasione, conquistavano la coppa nel doppio confronto con i viola.

Erano gli anni d’oro per il calcio italiano. I top player (Maradona, Van Basten, Matthaus solo per citarne alcuni) militavano in Serie A e gli astri nascenti euopei ed intercontinentali erano attirati dal nostro campionato. La Serie A era la prima nel ranking europero, per fascino, spettacolo, difficoltà e tradizione. A ruota seguivano il calcio tedesco, francese, spagnolo. Le squadre inglesi avrebbero terminato il periodo di squalifica per la strage dell’Heysel nel 1991 e quindi erano tagliate fuori dalla classifica. Oggi lo scenario è cambiato. Ovviamente in peggio.

Le squadre italiane stentano in Europa e i campioni del panorama calcistico preferiscono altri lidi a quello italiano. Gli stessi calciatori italiani spesso emigrano nei campionati esteri, attratti da stipendi da nababbi. La Germania, l’anno scorso, ci ha superati nella Classifica UEFA, ora guidata dall’Inghilterra in prima posizione e Spagna in seconda. La Francia è quinta, ad appena sette lunghezze dall’Itailia, e con l’arrivo degli sceicchi del Qatar si propone come potenziale quarta potenza calcistica d’Europa.

L’Italia, pertanto, è in cattivissime acque. Ma questo è risaputo. Gli scandali sulle scommesse, gli indagati in Serie A, completano il quadretto che sembra raffigurare il diluvio universale pallonaro. Negli anni novanta almeno potevamo vantarci di essere una forza in campo calcistico. Dico almeno, perchè fu poprio in quegli anni che iniziarono gli scandali nel mondo politico con tangentopoli.

Oggi c’è un po’ di tutto, abbiamo sport corrotti, una classe politica che ha ridotto l’Italia sul lastrico, un economia in ginocchio e gli italiani sull’orlo di una crisi di nervi. E per non finirla qui, anche la Natura fa la sua parte, forse ribellandosi alla cecità e ingordigia dell’uomo. Nostante questo quadretto per nulla rassenerante, oggi si celebra la Festa della Repubblica Italiana. Sessantasei anni di vita: dopo un’infanzia piena di belle speranze, segue una adolescenza caratterizzata da un male interiore a tanti sconosciuto ma che in qualche modo può essere curabile … tutto sta a cercare ed applicare la cura! Buona Festa della Repubblica.

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