Europa: dalle Conoscenze alle Competenze

Scritto da ambrix on . Postato in Concorso DS, Scuola Nessun Commento

Le indicazioni dell’Europa e della normativa nazionale hanno evidenziato, negli ultimi anni, il passaggio dalla scuola delle conoscenze a quella delle competenze. Sono stati rimarcati i principali fondamenti pedagogici, metodologici e didattici che hanno accompagnato tale passaggio, descrivendo il ruolo del Dirigente Scolastico nell’accompagnare il cambiamento.

Nell’era della  Globalizzazione , in cui la quasi totalità del Pianeta risulta interconnessa, risulta di notevole importanza armonizzare le finalità e gli obiettivi, in particolar modo in termini di istruzione. Ciò deve avvenire senza dimenticare le specificità locali e le diversità culturali. Al tal scopo, negli ultimi venti anni, i sistemi scolastici europei sono stati oggetto di profondi cambiamenti.  Ad esempio, la scuola italiana, ha visto lo spostamento del baricentro formativo dalle conoscenze alle competenze. Tale processo ha permesso, in teoria, il riconoscimento della centralità della persona nel processo educativo.

I passaggi storici sono molteplici e di diversa natura. Nel  White Paper  di J. Delors (Presidente della Commissione Europea dal 1985 al 1995) si suggerisce di investire sul capitale umano e successivamente nel 2006, il Parlamento Europeo propone la Raccomandazione 2006 sulle  Competenze Chiave  per l’Apprendimento Permanente. Nel 2007 col Trattato di Lisbona, ci si pone l’obiettivo dell’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione. Tuttavia, alla fine del primo decennio del nuovo secolo, e soprattutto dopo la crisi economica del 2008, i risultati non del tutto soddisfacenti degli interventi proposti fino ad allora, hanno portato al programma ET 2020, che ha tra gli obiettivi, oltre a quelli già previsti dal precedente Trattato, il perseguimento del  Lifelong Learning , della coesione sociale e della  Cittadinanza Attiva , l’innalzamento delle Competenze di Base, l’incoraggiamento alla Innovazione ed alla Imprenditorialità. L’Unione Europea propone diversi settori cardine su cui intervenire al fine del raggiungimento degli obiettivi succitati, tra questi ritroviamo i programmi  Erasmus + ed Europass. Ultimo passaggio, in ordine cronologico, è l’ Agenda 2030  proposta dall’ONU, che tra le sue finalità annovera l’acquisizione delle competenze necessarie a promuovere lo Sviluppo Sostenibile.

Le Indicazioni Nazionali

L’Italia ha recepito la Raccomandazione 2006, con DM 139/2007. Successivamente, con Nota Ministeriale 3645/2018 ha promulgato il documento  Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari , nel quale le Istituzioni scolastiche vengono richiamate ad un più robusto investimento in termini di sviluppo delle competenze per la Cittadinanza Attiva e per la Sostenibilità.

In questo scenario, calandosi nelle Istituzioni Scolastiche, il DS dovrà avere capacità sia di Leader che di Manager. Adottare una Leadership per l’Apprendimento, potrebbe essere una soluzione adatta ad incentivare la qualità dell’azione didattica, al fine di migliorare gli apprendimenti e le relazioni. Egli dovrà favorire il Successo Formativo degli allievi, dovrà quindi saper fornire la direzione, saper sviluppare le risorse umane e saper gestire il curricolo. In particolare, quest’ultimo, può trasformarsi in un vero e proprio  Incubatore di Cittadinanza . Il DS, inoltre, dovrà dimostrare spiccate competenze manageriali, andando a coordinare le risorse disponibili al fine di attuare, anche dal punto di vista finanziario, le azioni intraprese dall’UE, attraverso i  Fondi Strutturali di Investimento Europei  (FSE e FESR).

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